Cos’è l’antiginnastica?

1 febbraio 2016
nanay

di Massimiliano Bulferi Bulferetti

Cos’è l’antiginnastica?

main-balle-antigymDal nome, il contrario della ginnastica. Ma come? E perché?

Prima di tutto non ha il fine di allenare il corpo: l’obiettivo dell’antiginnastica non è allenare il corpo, ma scoprirlo.

E’ difficile lasciar cadere l’idea (o il desiderio) di allenarsi, un’idea che leghiamo al migliorarsi, al rendersi più belli e sani.

Quando entriamo in un centro o in una palestra il nostro obiettivo è sempre quello di allenarci.

Persino molte persone che praticano lo yoga, o altre discipline alternative, lo fanno perché così si tengono in forma.

L’ antiginnastica non ha lo scopo di allenare, anche se poi, come effetto collaterale, avremo un corpo più pronto agli allenamenti di altre discipline.

Un primo punto lo abbiamo chiarito: chi viene a praticare l’antiginnastica non è interessato ad allenare il proprio corpo, ma a scoprirlo.

In che senso scoprire il mio corpo?

E’ già mio, e lo è dalla nascita.

E’ casa mia.

Sì, certo, ma una casa di cui perdo spesso le chiavi, in alcune stanze non entro mai, in altre il disordine è tale che mi infastidisce solo passarci.

Ne ridipingo periodicamente la facciata, forse più per i vicini che per me.

Così la casa, vista da fuori, non è proprio da buttare, ma all’interno è trascurata.

I miei ricordi, la mia storia, sono buttati alla rinfusa o ammassati nello sgabuzzino e rappresentano più un ostacolo che un piacere.

L’analogia corpo-casa non è mal posta (altrimenti perché tutti i libri sul riordino?).

Come in casa mia conservo tutti i miei ricordi, così nel mio corpo, nei miei muscoli è registrata tutta la mia storia.

Ma in che modo? La mia storia non è registrata nel mio cervello, attraverso la memoria?

E’ un livello diverso di registrazione, come nelle piste di un brano musicale, che sono molteplici, così la registrazione di un ricordo avviene a più livelli.

Il corpo si occupa della traccia emotiva di un ricordo, e della traccia posturale, la postura che aveva in quel momento, comprese le tensioni muscolari e gli irrigidimenti dovuti a un trauma o a uno spavento.

E registra anche tutti i piaceri e i dolori che ho provato.

Le pressioni familiari, sociali, morali si inscrivono nel corpo, che si adatta, si conforma deformandosi.

Un corpo armonioso e dinamico, nel corso della vita, diventa un corpo estraneo, se ne perdono le chiavi.

Liberarsi della programmazione del passato passa anche (soprattutto) attraverso il corpo.

In qualunque momento della vita si può cominciare a riscoprire, a riprogrammare il proprio corpo, che è il proprio essere.

“Essere è continuare a nascere, senza lasciarsi morire ogni giorno un po’”.

Ma come recuperare le chiavi di casa?

Francisco Copello in David, Losanna 1975

Francisco Copello in David, Losanna 1975

Ecco una lista di “non”, che non sono divieti, ma modi di accorgerci di quello che facciamo troppo:

  • Non consideriamo il corpo come una macchina, fatta di pezzi, ciascuno dei quali da affidare a uno specialista del quale si accetta ciecamente l’autorità e il verdetto (medici, psichiatri, mariti/mogli, amanti, figli, insegnanti, politici).
  • Non definiamoci caratterialmente come nervosi, stitici, cagionevoli, deboli, forti, insonni, ecc.
  • Non irrobustiamoci con la ginnastica come se il corpo fosse un animale da domare
  • Non tuffiamoci in interpretazioni profonde di strutture psicologiche, sociali, storiche, culturali
  • Non affidiamoci solo alle parole nella speranza che ci rivelino il perché dei nostri comportamenti

 

 

Cerchiamo invece (lista incompleta dei benefici dell’antiginnastica):

  • attraverso le sensazioni le ragioni del nostro corpo, che rappresenta tutto il nostro essere qui sulla terra, di prendere coscienza della nostra autenticità
  • attraverso i movimenti, di risvegliare le zone morte del corpo e quindi del nostro essere, e di accorgerci che c’è bisogno di meno energia per ogni gesto e che spesso ne usiamo troppa (il che ci rende rigidi e stanchi)
  • di lasciar cadere le maschere, le pose, le abitudini, affermando la propria individualità
  • di svegliare i sensi, acuire le percezioni
  • di aumentare le capacità intellettuali migliorando gli stimoli nervosi tra cervello e muscoli
  • di rompere gli automatismi (usiamo troppo alcuni muscoli e poco altri) recuperando l’efficienza e la spontaneità

Massimiliano Bulferi Bulferetti conduce incontri individuali e per piccoli gruppi da Nanay Aps

Per info contatta spazionanay@gmail.com

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