Nascita : riti e condizionamenti millenari . Prima parte

26 marzo 2019
nanay
bg_4Ospitiamo e pubblichiamo un appassionata riflessione e appello della nostra amica e ispiratrice Hilda Garst, grande attivista per la Riscoperta e Riprotezione dei veri bisogni per una Nascita Umana, rispettata. Grazie Hilda

 Nascita : riti e condizionamenti millenari

Di Hilda Garst
L’umanità tutta sta soffrendo da tanto tempo in questo paradossale  letteralmente alieno mondo della miscomprensione/sottovaluzation/disturbo dei BISOGNI umani e processi  biologici che guidano e calibrano la nascita, e che renderebbero bellissima e molto più sana e sostenibile la vita di tutti dentro l’ecosistema.
E lo stiamo comprendendo sempre più nell’ultimo secolo grazie alla scienza copernicana che ci costringe a rivedere molto le nostre convinzioni ,riti e approcci culturali e assistenziali, in particolare riguardo la Nascita.
Per chi di voi legge l’inglese, un articolo di Ibu Robin Lim scritto per la conferenza  2017 di Human Rights in Childbirth  sulla donazione del sangue “cordonale” (e si ostinano a chiamarlo così.. con quest’eufemismo.. nonostante sappiano benissimo che è il sangue neonatale).. E si tratta solo di un esempio dei molti riti messi in atto al giorno d’oggi.
Credo che sia molto molto  importante  ed urgente che emergano i grandissimi  surreali paradossi  che esistono nelle procedure definite di “tutela della salute”.
E’ cruciale che nella cultura venga diffusa una nuova consapevolezza di come si protegge DAVVERO  e PRINCIPALMENTE la salute primale e generale.
Non per denigrare il sistema sanitario o le persone di grande cuore e buona volontà che ci lavorano, che a mio avviso sono numerosi, ma perché davvero i danni dei divari tra cultura/modalità assistenziali e fisiologia sono troppo grandi.
Come si può mantenere la fiducia e credibilità in un sistema sanitario che educa e addirittura “costringe legalmente” o moralmente,  tramite codici deontologici,
protocolli e terrorismo psicologico,  a perpetuare come protocollo ospedaliero quelli che sono dei veri e propri riti e condizionamenti  millennari culturali, religiosi, politici, economici ecc,  di cui ormai sappiamo da tanto tempo l’enorme cascata di eventi patogenizzanti, cioè:
  • taglio precoce del cordone
  • separazione madre-neonato e disturbo primo contatto/bonding madre-cucciolo….
  • disturbo neocorticale  (costante pressing psicologico e attivazione del sistema di vigilanza e senso di inadeguatezza) della madre  durante l’INTERO percorso nascita e moltissimo durante travaglio-parto-prima ora e ore  dopo il parto!
 
Abbiamo creato il fenomeno del “consenso informato”… del “diritto al consenso informato”….
 
Ma come fa una madre (e tutta la sua famiglia) e la comunità “laica”, considerata e chiamata “non professionista” ad informarsi  e a firmare “consensi informati”… 
con l’enorme giungla di informazioni che parla di tutto e del contrario di tutto….mentre proprio nel continuum di gravidanza,travaglio-parto-allattamento,
il suo cervello si prepara BIOLOGICAMENTE   a ridùrre l’attività neocorticale…a ridurre la possiblità di riempirsi di nozioni teoriche e intellettuali???
Quale microbiologo, immunologo informato firmerebbe il consenso informato per il parto in un ambiente microbiologico NON familiare e per un cesareo PRIMA dell’avvio spontaneo del
travaglio e per il taglio precoce del cordone e la separazione del neonato e l’introduzione di “un solo biberon di formula” per “aiutare un pochino il neonato perché è in ipoglicemia?
Quale pediatra, endocrinologo e psicologo  informato firmerebbe il consenso informato per la “scelta di fare l’epidurale”?
Quale  esperto nelle malattie metaboliche e quale allergologo può essere felice e avere “sogni tranquilli” nel sapere che a praticamente tutti i neonati oggi, viene dato “qualche aiutino
di formule artificiali” per “ristabilizzare i valori glicemici, ridurre l’ittero ecc ecc nei neonati umani?
 
Il mondo di letterale industrializzazione   della gravidanza-parto-allattamento/accudimento ,  maternità  e  salute umana  tutta e della formazione/informazione che vi circola  è sottosopra.
 
E’ cruciale prenderne coraggiosamente atto e insieme cercare di capire come ridiffondere  e riproteggere una  “cultura della fisiologia  ricapita e riprotetta…. con , se  necessario , il COADIUVAMENTO…COADIUVAMèNTO, non sostituzione  medico-assistenziale-farmacologica-chirurgica.
All’alba del 21° secolo questo è all’improvviso possibile grazie all’illuminante copernicana quadro d’insieme scientifico-antropologico-storico che abbiamo a disposizione.
Come dice dr  Odent in un suo articolo sui diritti umani nella nascita (apparto sulla rivista di ostetricia “Midwifery Today” dopo il convegno internazionale di “Human Rights in Childibirth a Ginevra” (2016):
“Finalmente l’umanità ha  il DIRITTO di sfidare MILLENNI di condizionamenti e riti culturali che hanno indebolito e patogenizzato la nascita e natura umana… “
Parliamo delle evidenze scientifiche messe in luce..
Quali sono i reali bisogni di una donna in travaglio? Come può avvenire la nascita umana nel migliore modo possibile?

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